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La svolta? Che cosa segnalano davvero i nuovi dati sull’occupazione

21 settembre 20265 min di letturaDennis Gorican
La svolta? Che cosa segnalano davvero i nuovi dati sull’occupazione

Da oltre un anno raccontiamo in questo Brief una storia coerente sul mercato del lavoro svizzero: occupazione record, ma un mercato visibile che si restringe. Posti vacanti scesi da 123’000 a 86’000. Candidature per annuncio aumentate fino al 50 per cento. Aziende prudenti, processi lenti, oltre 230’000 persone in cerca d’impiego.

A fine agosto l’Ufficio federale di statistica ha pubblicato nuovi dati. E per la prima volta da molto tempo raccontano una storia un po’ diversa.

Che cosa mostra il barometro dell’impiego

Il barometro dell’impiego dell’UST del 27 agosto descrive il quadro del secondo trimestre 2026. L’occupazione è aumentata di 111’800 posti, ovvero del 2,0 per cento, rispetto all’anno precedente, raggiungendo 5,698 milioni di occupati. Convertito in equivalenti a tempo pieno, il volume è cresciuto dell’1,9 per cento. Destagionalizzata, l’occupazione era superiore dello 0,5 per cento rispetto al trimestre precedente. L’aumento maggiore è stato registrato dal settore dei servizi, con un più 2,2 per cento in un anno.

Il dato più interessante per chi cerca lavoro si trova però più in fondo nella serie: i posti vacanti annunciati sono saliti a 98’700. Per inquadrare: a fine 2025 questo valore era ancora di 86’000, dopo un calo triennale dal picco di 123’000. Il calo di cui abbiamo scritto a luglio non si è solo fermato. Almeno in questo trimestre, si è invertito.

E le intenzioni vanno nella stessa direzione: l’11,3 per cento delle aziende intervistate ha annunciato un aumento del personale a breve termine. Solo il 3,9 per cento prevedeva una riduzione. Ciò coincide con l’indicatore dell’occupazione del KOF, salito a 2,1 punti per il terzo trimestre: più aziende svizzere pianificano di assumere che di tagliare.

Perché il punto interrogativo nel titolo è da prendere sul serio

Prima che qualcuno stappi lo spumante: in questo Brief abbiamo sviluppato un atteggiamento nei confronti dei titoli sicuri di sé, e vale anche per le buone notizie.

Un trimestre non fa una tendenza. Il KOF continua a prevedere per il 2026 un tasso di disoccupazione di circa il 3,2 per cento e una crescita economica di appena l’1 per cento circa. L’incertezza geopolitica non è scomparsa. Il numero di persone in cerca d’impiego registrate resta elevato, e lo spostamento della domanda che abbiamo descritto nel paradosso senior e nell’analisi del Politecnico, lontano dal lavoro d’ufficio di routine e verso sanità, edilizia, tecnica e capacità di giudizio, prosegue indipendentemente dalla congiuntura.

C’è anche una riserva di tipo metodologico: i «posti vacanti annunciati» e i conteggi degli annunci dei fornitori privati non misurano esattamente la stessa cosa, e i singoli valori trimestrali oscillano. La sintesi onesta è: il movimento al ribasso del mercato visibile si è fermato, con i primi segnali di un’inversione, in un contesto che resta impegnativo.

Ma proprio questa formulazione prudente contiene un’informazione importante per chi è in transizione. Perché le transizioni non si affrontano in mercati medi, ma in fasi di svolta. E le fasi di svolta hanno regole proprie.

Che cosa significa una fase di svolta iniziale per la vostra ricerca

Primo: le posizioni congelate si sbloccano per prime. Il primo passo tipico di un’azienda che ritrova fiducia non è il nuovo annuncio. È la riattivazione della nomina «messa in pausa» in primavera. Queste riattivazioni compaiono raramente in pubblico. Vanno ai candidati che erano nel processo e a quelli che il decisore ha comunque in mente. Se negli ultimi mesi eravate in un processo che è stato congelato: ora è il momento per un breve e pacato ricontatto. Non da postulanti, ma come verifica professionale della situazione.

Secondo: la fase iniziale di una svolta premia la visibilità in modo sproporzionato. Quando la domanda riparte prima che tutti se ne siano accorti, la concorrenza per i primi nuovi mandati è ancora quella del vecchio mercato prudente. I candidati rimasti visibili durante la stasi, i cui Right 100 sono caldi e il cui posizionamento è definito, vengono chiamati per primi. Chi reagisce solo quando la svolta è sui titoli dei giornali incontra la concorrenza della svolta.

Terzo: la selettività resta. Un mercato con 98’700 posti vacanti e un numero di candidati ancora elevato non è un mercato dei candidati. Le aziende tornano ad assumere di più, ma assumono in modo mirato. I requisiti di chiarezza del posizionamento, di capacità di giudizio dimostrata e di una narrazione di transizione pulita non diminuiscono. Semplicemente, tornano a decidere più spesso su offerte reali invece che su rifiuti.

E quarto, per chi negli ultimi mesi ha dubitato di sé: quando il mercato gira, il vostro tasso di successo cambia senza che sia cambiato il vostro valore. È la stessa logica che abbiamo descritto per i 7,3 mesi, solo nella direzione opposta. Il mercato stabilisce le condizioni. Non giudica le persone.

L’inquadramento

La storia strutturale di questo Brief resta invariata: a medio termine la demografia lavora a favore dei professionisti esperti, la domanda si sposta verso il livello della capacità di giudizio, e il mercato nascosto resta il canale principale. La novità è che lo strato congiunturale sovrapposto, che ha reso così faticoso l’ultimo anno, mostra i primi segnali di distensione.

Leggeremo i dati dei prossimi trimestri con la stessa sobrietà di questi. Ma se quest’autunno siete nel mezzo di una ricerca, il messaggio pratico di questa settimana è semplice: la porta contro cui spingete da mesi potrebbe cedere proprio ora. Sarebbe il momento peggiore per smettere di spingere.

In Grass & Partner accompagniamo dirigenti e senior manager nelle transizioni professionali, con un focus particolare sul rendere l’esperienza visibile, rilevante e apprezzata. Grass & Partner è membro della rete focus50plus, che si impegna per l’integrazione e il mantenimento dei lavoratori esperti nel mercato del lavoro svizzero. Se voi o qualcuno nella vostra rete state attraversando un riorientamento professionale, siamo a vostra disposizione.

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Fonti: UST, barometro dell’impiego Q2 2026, pubblicato il 27 agosto 2026 (occupazione 5,698 milioni, +111’800 ovvero +2,0% sull’anno precedente; ETP +1,9%; destagionalizzata +0,5% sul trimestre precedente; posti vacanti annunciati 98’700; prospettive d’impiego: 11,3% aumento contro 3,9% riduzione); KOF, indicatore dell’occupazione Q3 2026 (2,1 punti) e previsioni congiunturali 2026 (tasso di disoccupazione ~3,2%, crescita ~1%); UST/SRF, bilancio quinquennale (posti vacanti 123’000 → 86’000 fino a fine 2025); SECO, «Die Lage auf dem Arbeitsmarkt», 2026; archivio del Grass Brief: 300’000 nuovi posti di lavoro, paradosso senior, first inning, 7,3 mesi.

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